Per Kyle Maynard l’unico limite è porsi limiti

athleteqa-sdn-062216-4Kyle Maynard, statunitense, classe 1986, nasce con una rara patologia genetica che inibisce la crescita degli arti superiori e inferiori, rendendolo, difatto, amputato.

Il piccolo Kyle cresce allegro e vivace, tenace, pieno di passioni e con una carica vitale che lo fa correre e arrampicare in direzione dei traguardi come se di braccia e gambe ne avesse mille.

Kyle è un vincente, un lottatore nato, e durante il liceo entra a far parte della squadra di lotta libera della sua scuola, vincendo ben 36 incontri in un solo anno.

Durante la sua carriera atletica viene insignito di numerosi e prestigiosi premi, tra i quali l’ESPY Award come migliore atleta disabile in una disciplina che mixa arti marziali e lotta.

All’università Kyle si cimenta come speaker e scopre di avere una vera e propria vocazione nel motivare e spronare il prossimo a dare il meglio nella vita.

Nel 2005 scrive la sua biografia dal titolo più che esplicativo: “Niente scuse, la vera storia di un amputato congenito che è diventato campione nel wrestling e nella vita”.

Il titolo della biografia di Kyle racchiude in sè la filosofia e gli ideali che muovono questo ragazzo che della sua esistenza ha fatto un capolavoro, riuscendo a bruciare traguardi e a trarre il meglio da sè e dagli eventi. Kyle ama la vita, e ama spronare e scuotere le persone a fare altrettanto, e le sue non sono solo parole, incentivi e motivazioni. Questo giovane uomo con la sua vita, le sue scelte, le sue sfide dimostra con i fatti quanto i limiti più forti siano quelli che vengono piantati in terra dalle persone stesse.

Lo sport come molla propulsiva e motivazionale ha fatto sì che Kyle, sia riuscito nell’impresa di scalare il Kilimangiaro senza protesi, e che lo sport sia un training efficacissimo per mettersi alla prova. Per chi volesse approfondire, visitate kreissa.it nel quale sono riportati interessantissimi contenuti su sport e disabilità.